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Direttiva CSRD e reporting di sostenibilità: nuove regole per le imprese

Direttiva CSRD e reporting di sostenibilità

La direttiva CSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive, che introduce nuove regole per il reporting di sostenibilità delle imprese, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE il 16 dicembre (Direttiva UE 2022/2464 del 14 dicembre 2022).

La CSRD entra in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. L’Italia e gli altri Stati membri avranno 18 mesi per recepirla.

[La CSRD va a sostituire la NFRD - Non-Financial Reporting Directive (Direttiva 2014/95/EU)]

Contesto

La CSRD è uno dei capisaldi del Green Deal europeo e dell'Agenda per la finanza sostenibile e fa parte di una più ampia politica dell'UE volta a far sì che le imprese rispettino i diritti umani e riducano il loro impatto sul pianeta.

Che cos'è la CSRD

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è la direttiva europea che stabilisce i nuovi principi per la reportistica di sostenibilità delle imprese. Estende ad una platea di imprese molto più ampia l’obbligo di divulgare informazioni in merito alle tematiche di sostenibilità, in termini di impatto ambientale, diritti sociali, diritti umani e fattori di governance.

La Direttiva chiarisce il principio della “doppia rilevanza” (“double materiality”), richiedendo alle imprese di considerare sia l’impatto delle proprie attività sulle persone e sull’ambiente, sia il modo in cui le tematiche di sostenibilità incidono sull’impresa (sia l’impatto dell’impresa che l’impatto sull’impresa).

Pertanto, le imprese dovranno considerare ciascuna prospettiva di rilevanza singolarmente e comunicare sia informazioni che sono rilevanti da entrambe le prospettive, sia informazioni che sono rilevanti da una sola prospettiva.

A chi è rivolta la CSRD

La Direttiva CSRD si applicherà a tutte le grandi imprese e a tutte le società quotate in mercati regolamentati dell’UE (fatta eccezione per le microimprese quotate).

Per le PMI quotate sarà possibile una deroga durante un periodo transitorio, che le esenterà dall'applicazione della Direttiva fino al 2028.

Obiettivo della CSRD

Obiettivo della CSRD è quello di aumentare la trasparenza in materia ambientale, sociale e di governance, contrastare il greenwashing e rafforzare l’impronta sostenibile dell’economia e del mercato europeo.

Inoltre, la CSRD rafforza le norme attualmente in vigore sulla rendicontazione non finanziaria della Non-financial Reporting Directive (NFRD), per adeguarle alla transizione dell’UE verso un’economia sostenibile.

Date di riferimento per l’applicazione della CSRD

Le regole previste dalla Direttiva inizieranno ad essere applicate a partire dal 2024, in funzione delle dimensioni delle aziende:

  • 1° gennaio 2024 per le imprese già soggette alla NFRD (comunicazione nel 2025 sull’esercizio finanziario 2024)
  • 1° gennaio 2025 per le grandi imprese attualmente non soggette alla NFRD (comunicazione nel 2026 sull’esercizio finanziario 2025)
  • 1° gennaio 2026 per le PMI quotate (a eccezione delle microimprese), gli enti creditizi piccoli e non complessi e le imprese di assicurazione captive (comunicazione nel 2027 sull’esercizio finanziario 2026)
  • 1° gennaio 2028 per le imprese non europee che realizzano ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiori a 150 milioni di EUR nell'UE, se hanno almeno un'impresa figlia o una succursale nell'UE che supera determinate soglie (comunicazione nel 2029 sull’esercizio finanziario 2028).

Gli standard europei sul reporting di sostenibilità (ESRS)

La CSRD prevede l’adozione di standard europei obbligatori per la rendicontazione della sostenibilità (ESRS - European sustainability reporting standards).

Il compito di redigere gli standard ESRS è stato assegnato all’EFRAG, il gruppo consultivo europeo in materia di rendicontazione finanziaria. La Commissione UE adotterà la versione finale delle norme sotto forma di atti delegati, al termine della consultazione con gli Stati membri.

Lo scorso 23 novembre l’EFRAG ha consegnato alla Commissione le bozze dei primi dodici standard.

Considerazioni

Con la nuova Direttiva, tutte le imprese di grandi dimensioni e le PMI quotate (tranne le microimprese quotate) saranno obbligate a rendicontare le informazioni di sostenibilità secondo nuovi criteri e contenuti.

Le PMI non quotate, non rientrando nel campo di applicazione della CSRD, non hanno l’obbligo di redigere il report di sostenibilità, ma potranno farlo su base volontaria, tenendo conto che i cittadini e il sistema economico e finanziario sono attenti a questi aspetti.

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